La Biennale dell'Incisione Italiana Contemporanea «Domenico Fratianni». Per la sua undicesima edizione abbiamo progettato l'allestimento, il rebranding e tutto l'apparato digitale e didattico.
La BIIC è la grande rassegna dell'incisione italiana di Campobasso, intitolata al suo fondatore, il Maestro Domenico Fratianni. L'undicesima edizione — Palazzo GIL, dal 17 dicembre 2022 al 26 febbraio 2023 — ha riunito le opere di 58 artisti invitati, tra cui sette giovani incisori, per un totale di 116 opere.
Accanto agli artisti viventi, un dialogo con un maestro del Novecento: tutte le 111 incisioni di Carlo Carrà, in dotazione all'Archivio Carrà di Milano. La direzione scientifica era affidata al critico Floriano De Santi.
L'incisione rischia sempre di sembrare arte minore, una fotocopia sbiadita della pittura. Il nostro obiettivo era l'opposto: avvicinarla a chi non la conosce — adolescenti e bambini in particolare — senza perdere il rigore. Abbiamo progettato l'allestimento come un percorso di divulgazione su più livelli, intrecciando pannelli stampati e formati digitali.
Un wiki delle tecniche incisorie — acquaforte, acquatinta, bulino, puntasecca, xilografia — perché senza le basi non si colgono le opere. E una timeline scorrevole sulla vita di Carlo Carrà, per leggere le sue incisioni dentro la storia del suo tempo. Tutto richiamabile anche sul proprio smartphone via QR code, senza interrompere la visita.
Rebranding, segnaletica, cartellini, una videoinstallazione su grande LED wall che leggeva il gesto di incidere come bisogno antico di lasciare un segno. Due sale di Palazzo GIL ripensate perché l'opera incisa potesse respirare e farsi raccontare.
Un laboratorio di sperimentazione giocosa per bambini e adulti, nell'atmosfera di una bottega di incisori del Settecento. Progettato secondo criteri di inclusività: molte attività sono fruibili in autonomia e pensate anche per persone con disabilità cognitive, non vedenti e non udenti. Dall'«esploratore visivo» che invita a guardare i dettagli, all'incisione su rame da provare davvero. Completamente gratuita, per tutti.
La Biennale ha dialogato con i grandi maestri del passato. Era già successo con la mostra «Yo lo vi. Visioni di guerra in Goya, Rubens e Fratianni», di cui abbiamo curato la direzione creativa.
Una tecnica di nicchia, un archivio, una collezione. Lo trasformiamo in un'esperienza che le persone hanno voglia di attraversare.