Il capitolo prima di Narrativo
Un metodo per viaggiare restando fermi. Si parte da uno schermo, da una mappa satellitare, da una videochiamata — e si finisce dentro un luogo lontano, insieme.
Vuoi che sviluppiamo per te dei progetti di viaggi virtuali? Parliamone insieme!Dobbiamo perderci, per poterci ritrovare.
Regola n° 1 del vagabondaggio virtuale
La primavera del 2020 ci aveva chiuso tutti in casa. Le scuole erano spente, i musei sbarrati, i viaggi cancellati. Fuori non si poteva andare. Ma la curiosità non chiede il permesso.
Fly Mee Too è nato lì, in quei mesi. L'idea era semplice e un po' folle: usare gli strumenti che avevamo già — Google Earth, Street View, le collezioni digitali dei musei — non per guardare immagini, ma per andare davvero in un posto. Trasformare una videoconferenza in una spedizione.
Lo abbiamo costruito lavorando con i nostri primi compagni di viaggio: giovani adulti nello spettro autistico, persone per cui un'esperienza ben costruita — prevedibile nella struttura, sorprendente nei contenuti — poteva diventare un modo per esplorare il mondo e stare insieme agli altri senza la fatica dell'imprevisto. Poi abbiamo scoperto che ciò che funzionava con loro funzionava con chiunque.
Phygital: un viaggio reale che passa attraverso uno schermo. C'è un luogo vero, ci sono persone vere, c'è chi guida e chi segue. Solo che la distanza, per una volta, non conta.
Da una parte un conduttore in studio. Dall'altra un inviato speciale davvero sul posto, che manda immagini dal vivo. In mezzo, una multiconferenza con scuole e partecipanti che possono intervenire, chiedere, decidere dove andare. Tutto cucito insieme in tempo reale, come una piccola trasmissione.
Si vola su Pompei dall'alto del Vesuvio, si scende nei cunicoli di una diga, si attraversa Machu Picchu. Ogni tappa ha i suoi punti di interesse, le sue storie, le sue voci. Lo schermo è solo la soglia: quello che resta, dopo, è la sensazione di esserci stati.
Tecnologie
Conoscenza
Network
Edutainment + Geo-storytelling = Fly Mee Too.
Non basta mostrare bei posti. Ogni evento segue una drammaturgia: un ritmo studiato di attesa, scoperta e sorpresa, con dei personaggi ricorrenti che fanno da guida. Ecco com'è fatto, ad esempio, un viaggio all'Oasi del Fiume Alento.
Creazione della relazioneSi rompe il ghiaccio, ci si riconosce
DreamgateLa soglia: da qui si parte davvero
Libertà del viaggioSono i partecipanti a scegliere la rotta
Incontro con AuroraUn personaggio che accompagna l'esplorazione
L'elemento fuori postoQualcosa che non torna e accende la curiosità
Curiosità ed esplorazioneSi scava, si guarda meglio, si capisce
Viaggio nel tempoIl luogo com'era, il luogo com'è
Un momento di alleggerimentoUna pausa, una risata, il fiato
La sorpresa: l'inviato specialeIl collegamento dal vivo, davvero sul posto
La sorpresa finale: il robot «Alentus»Il colpo di teatro che chiude il cerchio
Il saluto di Aurora e LivingstonSi torna a casa, ma con qualcosa in più
Ogni tour è un mondo a sé: un luogo, un'epoca o un'idea da attraversare. Alcuni nascono da una richiesta, altri da una nostra ossessione.
Per scoprire di più visita il canale YouTube @flymeetoo7074.
Alcuni showreel e promo dell'epoca, così come li avevamo montati allora.
Showreel — il viaggio a Pompei
Showreel — quattro tour a confronto
Promo del viaggio all'Oasi del Fiume Alento
Il progetto raccontato alle scuole
È lì che Fly Mee Too ha incontrato un territorio vero e ci è rimasto: eventi dal vivo, una piattaforma di storytelling, un gioco da tavolo, un podcast. Quattro progetti, una sola storia.
Quando i viaggi virtuali hanno smesso di essere una necessità, ci siamo accorti che il vero strumento non era la tecnologia: era il modo di raccontare i luoghi. Da lì è nato Narrativo.